La “mia” Grandiosa.

Le acque si sono calmate, tutti hanno detto la loro sull’ammiraglia di casa MSC. A distanza di quasi 2 mesi, vi voglio raccontare la “mia” Grandiosa.

15-22 dicembre 2019

Amo le navi più piccole, per me questa sarebbe la prima esperienza a bordo di un gigante dei mari capace di ospitare 6300 passeggeri (senza contare l’equipaggio!); mi lascio convincere da mio marito che è già da un po’ che manifesta la curiosità di navigare con una mega nave!

Il periodo non è forse dei migliori essendo inverno, ma siamo a ridosso del periodo natalizio e l’idea di vivere la nave addobbata e l’atmosfera festosa nei porti di scalo, mi tolgono ogni dubbio.

Civitavecchia. E’ il 15 dicembre (2019), domenica. Il bellissimo terminal crociere Amerigo Vespucci sembra piccolissimo al cospetto di cotanta grandiosità… “Greatness At Sea”… è proprio così…

Varcata la soglia, entro in un’atmosfera immediatamente festosa, quasi stordisce: una galleria colorata, la musica, l’equipaggio che sorride e mi dà il benvenuto a bordo, a destra e sinistra è tutto un vedersi offrire pacchetti bevande, biglietti per il Cirque du Soleil, il braccialetto per il miniclub, i pacchetti per i ristoranti tematici, i fotografi che mi invitano a posare per qualche foto.

Ma io non vedo l’ora di andare in cabina, la 9240, con balcone lato dritto al ponte Van Gogh, uno dei miei artisti preferiti tra l’altro. L’ascensore lo trovo funzionale: scegli il ponte sul display e compare la lettera corrispondente ad uno degli ascensori disponibili, così mi posiziono davanti a quello assegnatomi senza dover finalmente torcere il collo per capire quale stia arrivando per primo!

Pochi passi tra opere di Van Gogh rivisitate e mi trovo davanti alla mia cabina; appoggio la scheda – click (verde) – apro e… wow…che bella… Grigio chiaro e bordeaux, faretti che illuminano gli spazi con eleganza e sobrietà, un lettone comodo e spazioso, il balcone, un bel divano, il bagno piccolo ma funzionale e comodo, un grande display, Zoe.

Sistemo la roba insieme a mio marito – constatando che però l’armadio è forse ridotto rispetto a quanto possano aver dietro tre persone per una settimana, ma vabbè, non è un problema. Il bimbo è contento, gli piace l’impatto e, impaziente da casa di parlare con Zoe, comincia a pronunciare a voce alta “OK ZOE” una, due, tre, quattro volte, ma nulla, Zoe tace. Allora provo io e poi mio marito. Nulla. Mio figlio continua a chiedere perché Zoe non risponda; chiamo il Guest Service che prova a suggerirmi un’intonazione particolare della frase “OK ZOE” e per alcuni secondi la vocina al telefono prova a pronunciare la frase magica in quel modo, mentre noi ridiamo con la mano davanti alla bocca perché la situazione è un tantino comica, ma purtroppo niente, non funziona. Lo diciamo anche al nostro cabin steward Jithu, un ragazzo gentile e riservato che subito ci dice che segnalerà il problema. L’indomani problema risolto, Zoe finalmente risponde al piccolo Diego che la tortura chiedendole continuamente “Che ore sono”!

A parte questo piccolo intoppo iniziale, peraltro immediatamente sistemato, tutto ci sembra perfetto: che la crociera abbia inizio!

Un giro prima della cena è d’obbligo perché la curiosità è tanta, ma Diego il piccolo despota di soli 4 anni decide che bisogna prima di tutto andare al miniclub, al ponte 18. Doremiland lo rapisce all’istante con i suoi Lego colorati ed il sorriso del team a loro dedicato. Chiede di restare lì subito – mio marito ed io ci guardiamo – ok va bene. “Passate tra mezzora per vedere come sta” ci dice uno dei ragazzi alla reception del club. Bene, cominciamo il nostro tour esplorativo della nave da soli senza il mio piccolo “er protesi”! Già lì al ponte 18, superato Doremiland e l’Attic Club, vediamo l’Horizon Bar che ci colpisce per la meravigliosa vista a poppa ed il solarium disposto tipo un anfiteatro attorno alla piscina. Decidiamo di tornare indietro e, subito di fronte l’ingresso del miniclub, c’è quello che sarebbe poi diventato il nostro posto preferito: lo Sky Lounge (adults only). Una piccola oasi di pace, tutta vetrate, da cui ammirare il mare e la vista sulla piscina illuminata di sera e, proprio di fronte, un enorme display su cui scorrono immagini di spiagge da favola o di fondali marini mozzafiato, mentre ascolti dell’ottima musica chill in sottofondo e sorseggi uno dei fantastici cocktails proposti dal menu. Difficile alzarsi da questi comodi divanetti e lasciare il paradiso per verificare se il piccolo despota sia in contestazione o meno…

Horizon pool
Vista dallo Sky Lounge
Vista dallo Sky Lounge (Barcellona)
Sky Lounge
Vista notturna dallo Sky Lounge

Sorprendentemente, Diego ci chiede di restare ancora al miniclub (devo dire che la sua prima esperienza è un successone) e così noi, un po’ basiti, continuiamo il nostro tour e scendiamo a dare un’occhiata al buffet, al ponte 15. Il Marketplace ci accoglie con un ampio atrio dove ad attrarre il nostro sguardo è la Mozzarella Station, una piccola fabbrica di bocconcini freschi che vengono fuori da una macchina in bella vista dietro l’ampia vetrata. “L’assaggiamo?”. Per forza. Che ve lo dico a fare…

Mozzarella Station

Ed è quasi ora di cena, dobbiamo prelevare Diego al miniclub, doccia, cambio e via al ristorante.

Ceniamo presso il ristorante Il Campo riservato agli ospiti Aurea, al ponte 7, affacciato per metà sulla Galleria Grandiosa, il cuore della nave. Luci soffuse, poltroncine verdi, arredato con gusto sobriamente elegante. Ci si sente subito a proprio agio. Anita ci stava aspettando e ci fa accomodare ad un tavolo solo per noi tre. Diego crolla all’istante. Troppo miniclub e poltroncine decisamente troppo comode! La proposta culinaria è variegata, c’è sempre una scelta di carne, pesce o verdure. Trovo tutto molto bello esteticamente e discreto dal punto di vista gustativo (probabilmente avevo un’aspettativa più alta). Mi piace la cucina dietro la grande vetrata con gli chef all’opera, trasmette fiducia e si rivela un interessante passatempo tra una portata e l’altra mentre si chiacchiera.

La prima sera niente spettacolo a teatro considerato che il bambino dorme, per cui ci si tuffa nel lettone e buonanotte.

I giorni seguenti scorrono piacevoli, a tratti veloci e a tratti lenti. Troviamo bel tempo il primo giorno e discreto i successivi, a parte Marsiglia (ventaccio e pioggia); poco male, approfittiamo di goderci la nave ed i nostri posti preferiti. La maggior parte del tempo lo trascorriamo allo Sky Lounge… Forse il momento più magico è quello della sosta a Barcellona: il panorama serale che si gode da qui, con la musica sottofondo, le luci soffuse ed il cocktail in mano, è indimenticabile. Un altro posto piacevole è l’Edge Bar affacciato sull’atrio: è l’angolo per la nostra pausa caffè dopo pranzo, aroma gustoso e cioccolatino Venchi fondente delizioso; intanto la musica si diffonde dall’Infinity Atrium dove artisti notevoli si esibiscono in un repertorio che spazia dal pop alla musica classica al rock, solo strumento e voce… eccezionale.

Infinity Atrium

Il pomeriggio di navigazione ed il penultimo prima di sbarcare, ci lasciamo tentare da Jean Philippe: Diego – in pausa dall’intensa attività al miniclub – propone gelato (una porzione è in realtà enorme! noi lo abbiamo mangiato in due chiedendo di dividerlo in due coppette); pistacchio e cioccolato sono divini… La seconda volta però proviamo le crepes nutella e fragole… che ve lo dico a fare… vale la pena! Finita la sosta golosa, ci perdiamo tra le mille creazioni di cioccolato dei chocolatiers di bordo; vederli all’opera è estasiante… piccole e grandi opere d’arte, alcune solo da esposizione altre disponibili per l’acquisto, ce n’è per tutte le tasche, ed è sicuramente un souvenir ma anche un regalo originale e gradito. Sarà il profumo inebriante del cioccolato, i colori utilizzati per l’arredo (Diego è convinto che anche tavoli e poltroncine siano di cioccolato!) e gli oblò che lasciano intravedere il mare blu, ma qui mi sento felice.

Per restare in tema di cibo, devo dire che il Marketplace Buffet mi piace proprio; certo in alcuni orari è affollato, ma tutto sommato in tempi brevi riusciamo a servirci e troviamo sempre un tavolo libero. La varietà è tanta, la proposta va dal vegan, all’asiatico, all’internazionale, all’italiano. C’è di tutto e in quantità, 20 ore su 24. Personalmente ci piace più la qualità del cibo al buffet che al ristorante. E poi la pizza… davvero buona, leggera, gustosa. Il servizio al tavolo per le bevande è veloce, i ragazzi lavorano incessantemente e sono efficienti, forse mi piacerebbe scambiare qualche chiacchiera in più con loro, ma li vedo davvero impegnati.

La nave nel frattempo si veste a festa, giorno dopo giorno è sempre più natalizia. E noi decidiamo di fare una capatina al Logo shop MSC, ci sono offerte interessanti, compriamo qualcosa per il piccolo despota che vorrebbe tutto e un paio di ricordi anche per noi grandi, tipo la nave da costruire con i LEGO (dopotutto è 8+)!

Installazione natalizia all’ingresso del Marketplace Buffet

Riusciamo in tutta la settimana a goderci anche il Safari Pool, il relax a mollo nella Jacuzzi, la spensieratezza delle partite a calcio balilla, i cocktail che sanno di esotico e ci regalano insieme al tepore della piscina coperta un po’ di sapore estivo nel bel mezzo di dicembre.

Safari Pool

Il giorno di navigazione da Malta a Barcellona è tuttavia mite seppur nuvoloso, così decidiamo anche di salire al ponte 19 e provare l’Himalayan Bridge! Peccato…Diego ci tiene a provarlo, ma l’accesso è consentito solo dai 7 anni in su; mio marito – in una botta di coraggio e da vero eroe intrepido – decide di provare l’attrazione (gratuita); così, firmata un’informativa presso il personale di bordo, si lascia imbracare ed inizia il percorso sospeso in aria, tra ragazzini velocissimi ed adulti titubanti.

Himalayan Bridge

È quasi sera e stavolta decidiamo di assistere allo spettacolo teatrale PRIMA di cena per evitare che Diego si addormenti a tavola decretando il nostro fine serata per la seconda volta. E niente, al calar delle luci Morfeo lo rapisce all’istante. E così poi lo portiamo addormentato, in braccio, al ristorante, dove dormirà per tutta la durata della cena.

Uno spettacolo però lo vede, e gli piace tanto da applaudire anche. È Wonderland, e posso dire che è il mio preferito su Grandiosa. In particolare mi prende il gruppetto di 4 artisti dai tratti asiatici, ragazzi giovanissimi e snodatissimi che ballano tipo robot con una musica coinvolgente…wow…standing ovation, eccezionali. Vedo anche Rock It. Cantanti e ballerini sono davvero bravissimi. Non c’è che dire, la qualità degli show a bordo di MSC è davvero alta.

Nota stonata della crociera è l’impossibilità di assistere alle performances del Cirque du Soleil… Decidiamo di regalarci le ultime due sere “cena con spettacolo” nell’elegantissimo Carousel Lounge, lo spazio dedicato esclusivamente all’esibizione dei celebri artisti. E invece entrambe le sere il mare è esageratamente mosso ed il vento soffia a più di 35 nodi: gli spettacoli, Exentricks e Cosmos, vengono cancellati per garantire l’incolumità dei performers. Condivisibile al 100%, però che peccato… l’ultima sera il mare è talmente mosso che si fatica a stare in piedi, ma posso confermare che la cabina a centro nave è la migliore in questi casi!

Carousel Lounge

Mi mancano da provare l’Aurea spa e la palestra – che trovo sempre piena nonostante la mia buona volontà – il Kaito Teppanyaki ed il Butcher’s Cut, ma la nave è talmente grande ed offre così tanto a livello di intrattenimento e non solo, che 7 giorni non sono sufficienti. Poco male: tra le esperienze ancora da provare ed il Cirque du Soleil ne ho di pretesti per tornare a bordo!

Aurea SPA
Kaito Teppanyaki e Sushi Bar
Butcher’s Cut

È arrivato il giorno di sbarco. Un ultimo sguardo al cielo che sovrasta la Galleria, cuore pulsante della nave, dove si svolgono anche le feste più coinvolgenti ed indimenticabili come la mia preferita, Space Party, dove ho ballato senza sosta per più di un’ora, spensierata e leggera tra la gente che si divertiva accanto a me e quella affacciata dal ponte 7 che portava il ritmo con la testa o un braccio. Bravissima l’equipe di animazione ed il DJ.

L’immancabile discesa sulla scalinata Swarosky

Ancora mi scorrono le immagini del Dome Show nella testa, di Diego felice a cena con gli amichetti di tutto il mondo e lo staff del miniclub, degli addobbi e l’atmosfera di natale, della gentilezza dell’equipaggio, del sorriso buono del Comandante Massa, degli orizzonti dalla mia cabina, della totale spensieratezza o quasi che ho provato a bordo di #GreatnessatSea.

Uno degli show in Galleria
La galleria Grandiosa

Ripartirei, sì. E la consiglierei. È Grandiosa.

R.M.